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Il Sole 24 ore 23 dicembre 2009
Ecco
cosa attende la scuola nel 2010
Claudio Tucci
Dal 1° settembre 2010
partirà il primo anno dei nuovi licei. In primavera,
dovrebbe, invece, essere pronta l'anagrafe edilizia completa di tutte le
scuole (la si aspetta da almeno 10 anni), mentre i presidi, in queste
ore, stanno ricevendo le istruzioni su come spendere (i pochi) soldi in
arrivo per il nuovo anno: le ditte esterne di pulizia andranno pagate il
25% in meno, per supplenze e funzionamento bisognerà arrangiarsi con gli
stessi fondi utilizzati nel 2009 e il miliardo di euro di arretrati, che
gli istituti scolastici, ancora, vantano nei confronti dello Stato,
andrà considerato "fuori bilancio". E, cioè: che, al momento, non verrà
restituito.
Si preannuncia un 2010 a "tinte fosche" per la scuola, che dovrà, pure,
fare i conti con la seconda rata di tagli confermati dall'attuale
Finanziaria: solo per il prossimo anno, Viale
Trastevere dovrà contenere i propri costi di 1,6 miliardi di euro.
Complessivamente, fino al 2012, l'istruzione è costretta a una cura
dimagrante di 7,3 miliardi. Che significa, soprattutto:
131.900 posti di lavoro in meno. Proprio quando, invece, aumentano il
numero di studenti per classi: già quest'anno, rispetto al precedente,
ci sono stati 37.441 alunni in più e 3.826 classi in meno, per effetto
della riorganizzazione dei plessi. E con il rapporto alunni/classi che è
aumentato di 0,32 punti percentuali, passando da 20,78 dell'anno
scolastico 2008-2009 all'attuale 21,10.
Una parte dei risparmi arriverà dalla riforma
delle superiori, che, ottenuto il disco verde da Palazzo Spada, aspetta,
ora, il via libera definitivo delle commissioni parlamentari (che
dovrebbero pronunciarsi entro gennaio) e del Consiglio dei ministri.
Altre spese sono state ridotte con l'accorpamento dei plessi e con le
nuove regole sul tempo pieno alle elementari. C'è, poi, la clausola
di salvaguardia, che per contenere i costi del personale (che
rappresentano il 97% del bilancio totale di viale Trastevere), sta
azzerando la programmazione didattica e amministrativa, mettendo, di
fatto, in ginocchio le scuole, costrette a chiedere aiuto ai genitori,
anche, per acquistare toner, stampanti, pagelle, carta igienica. Nel
2010, non è stata, ancora, emanata la direttiva annuale sull'azione
amministrativa, ma è facile prevedere come molte caselle di programmi
resteranno a mani vuote.
Bisognerà, invece, attendere, ancora, qualche altro anno, per vedere
entrare in vigore il nuovo federalismo fiscale (si stanno scrivendo i
decreti attuativi), mentre nel 2010 ci sarà un'accelerazione nella
digitalizzazione degli istituti. Arriveranno, infatti, ha assicurato il
ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, altre 10mila
lavagne multimediali. Per gli "e-books", è pronto un investimento di 2
milioni di euro e, grazie, anche, a un incentivo governativo ad hoc (150
euro), entro fine legislatura tutti i ragazzi delle medie potranno
adottare un mini pc portatile, da utilizzare per la didattica quotidiana
in classe e a casa.
A ciò si aggiunga, anche, la stretta sulle visite fiscali (che scatterà
a gennaio con l'innalzamento a 7 ore delle fascia di reperibilità) e la
lotta all'assenteismo: in un anno, secondo la Funzione pubblica, le
assenze dei professori si sono ridotte del 30%, con un risparmio per
l'Erario di oltre 200 milioni, che vengono dalla minor spesa sostenuta
per pagare le supplenze.
Ma il 2010 dovrà essere (soprattutto) l'anno
dei primi premi in busta paga a professori e bidelli bravi.
Anche in considerazione dei dati pubblicati nell'ultimo conto annuale
della Ragioneria generale dello Stato, che confermano stipendi
cenerentola per il comparto scuola. Il prossimo anno, infatti, entrerà a
regime il re-investimento del 30% dei risparmi ottenuti da viale
Trastevere. Il ministero dell'Economia sta, ancora, facendo i conti per
calcolare l'ammontare esatto di queste risorse. Una cosa, però, sembra
essere certa. Bisognerà davvero iniziare a premiare questi lavoratori.
Dopo tanti "bastoni", il 2010 deve iniziare a dare qualche "carota" a un
sistema, sempre più sull'orlo della crisi.
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