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FLC cgil 09 febbraio 2010
Il Liceo scientifico tecnologico
confluisce nel Liceo delle scienze applicate?
Come
avevamo già avuto modo di
sottolineare
l'incardinamento del Liceo scientifico tecnologico nel sistema dei
Licei era una scelta riduttiva e sbagliata.
Ora con il cambio di denominazione in "Liceo
Scientifico con opzione scienze applicate", c'è una ulteriore
ridefinizione dei piani di studio e la situazione peggiora
ulteriormente.
Nella versione dei nuovi piani
orari, previsti dai
regolamenti approvati il 4 febbraio
in Consiglio dei Ministri, disponibile sul
sito dell'Indire, si riducono
ulteriormente gli insegnamenti di laboratorio e si mantiene una
impostazione fortemente teorica dell'indirizzo.
La riduzione a sole 27 ore nei
bienni dei Licei, che hanno tutti sperimentazioni tra le 30 e le
32 ore, è ancora più pesante per l'indirizzo scientifico
tecnologico, che prevedeva un orario di 34 ore settimanali, sia che
fosse incardinato agli istituti tecnici che ai licei.
Saranno cancellate tutte le ore di laboratorio
in compresenza (mediamente 9 alla settimana in ogni classe),
le scienze (fisica, chimica, biologia e scienze della terra), da cui
trae il nome il liceo, vedranno una riduzione di 10 ore nel
quinquennio.
Non va meglio alle altre
discipline, oltre alla cancellazione del
diritto, come anche negli altri
licei (tranne quello sociale), sarà ridotta anche l'area storico
filosofica (- 4 ore nei 5 anni) e quella di disegno (-3 ore) con la
totale cancellazione dell'insegnamento di tecnologia.
Non è
affatto chiaro quali degli attuali Licei scientifici, con le
numerose sperimentazioni in atto, potranno confluire sull'opzione di
scienze applicate: chi decide? Si aprirà una lotta senza
quartiere tra le scuole?
In più, ad oggi, la maggior
parte dei Licei tecnologici sono negli Istituti tecnici: sarà
possibile istituire negli istituti tecnici le prime classi del Liceo
scientifico con l'opzione scienze applicate? Se sì, con quali
effetti sugli organici, visto che il monte ore nei bienni di tutti i
licei, ivi compreso quello del neo liceo delle scienze applicate è
di 27 ore, mentre il monte ore dei bienni di tutti gli istituti
tecnici è di 32 ore?
Le classi
successive alla prima, dalla seconda alla quarta, dei Licei
scientifico tecnologici saranno trattate come quelle degli altri
Licei e manterranno, quindi, l’attuale modello orario medio di 34
ore settimanali, o verrà applicata ad essi la stessa riduzione
oraria settimanale a 32 ore prevista per gli Istituti tecnici?
In ogni caso l'istituzione del
Liceo delle scienze applicate trasformerebbe, in modo radicale,
tutti gli attuali Licei scientifici tecnologici (sia quelli presso i
tecnici che quelli presso i licei), riducendo ovunque la quantità
oraria ed i laboratori, e creando non pochi problemi
nell'organizzazione delle scuole, nella definizione dei piani
dell'offerta formativa territoriale, e negli organici.
Siamo nel pieno della confusione,
delle contraddizioni e debolezze dell’intero impianto; un liceo
tecnologico “riformato” che prevede meno insegnamento delle materie
scientifiche e tecnologiche, rispetto agli attuali modelli orari ed
organizzativi, ed una pesante riduzione delle attività di
laboratorio svolte in compresenza.
Sono scelte dettate dalla
necessità di far cassa, che non considerano in alcun modo le
finalità formative e didattiche dei percorsi che si stanno
modificando. Non si tengono in alcun conto le esperienze di
sperimentazioni che in questi anni hanno fatto nascere e crescere
questo liceo, ma si cerca solo di far quadrare i conti così come
richiesto dal ministro Tremonti.
Per tutte queste ragioni,
ribadiamo l’assoluta necessità di fermarsi, di affrontare le
complesse problematicità di una riorganizzazione della scuola
secondaria superiore che verranno drammaticamente aggravate da
questa falcidia pedagogico-culturale, di organico e finanziaria cui
saranno sottoposte le scuole nei prossimi anni.
L'assemblea
nazionale sulla scuola superiore prevista a Roma per il
17 febbraio prossimo e lo
sciopero del 12 marzo saranno
importanti appuntamenti per sostenere le nostre posizioni e
respingere questo ulteriore e pesantissimo attacco alla qualità del
sistema pubblico dell’istruzione.
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