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Commissione Cultura Senato 27 gennaio 2010
PARERE APPROVATO DALLA
COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 132
"La Commissione, esaminato, ai
sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400,
e dell'articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112, convertito, con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n.
133,lo schema di decreto del Presidente della Repubblica in titolo,
giudica favorevolmente il riordino, volto a rendere operativo il
percorso di riforma da tempo avviato, anche a seguito delle
intervenute modifiche costituzionali, concentrando le risorse più
sulla qualità che sulla quantità.
Manifesta in particolare una
valutazione positiva su:
la riduzione delle
sperimentazioni, pur invitando il Governo a non disperdere le
esperienze migliori nate per rendere più funzionale l'offerta di
formazione in assenza di interventi strutturali. In tal senso,
condivide l'istituzione di una quota di flessibilità, che consentirà
alle singole scuole di personalizzare i percorsi rispetto alle
esigenze dell'utenza e del territorio;
la riduzione dei carichi orari,
al fine di consentire tempi più distesi agli alunni. In
quest'ottica, condivide la scelta di rinunciare ad alcune discipline
che erano state introdotte negli ordinamenti con talune
sperimentazioni, come ad esempio diritto ed economia. Pur nella
consapevolezza che si tratta di materie di grande importanza,
soprattutto per l'educazione alla legalità e per il contrasto di
fenomeni di devianza, ritiene infatti che l'istruzione liceale debba
tendere all'acquisizione di una formazione critica i cui contenuti
saranno approfonditi nel successivo percorso universitario. Diverso
è invece il caso, affrontato nella sede di merito, di alcuni
indirizzi degli istituti tecnici, dove le predette discipline
trovano più idonea collocazione, stante il carattere più
professionalizzante dell'istruzione ivi impartita. Non va del resto
dimenticata la summenzionata quota di flessibilità delle scuole che
consentirà un ampliamento dell'offerta formativa in tal senso, dove
ritenuto utile e possibile. Deve comunque restare ferma la
possibilità di mantenere tali insegnamenti nelle scuole delle
regioni e province autonome che già li prevedevano; l'insegnamento
di una disciplina non linguistica in lingua straniera.
Esprime pertanto un parere
favorevole a condizione che il riordino si applichi solo alle classi
prime, per garantire la necessaria continuità didattica e
gradualità, e con le seguenti osservazioni:
a) si
raccomanda di rafforzare la didattica laboratoriale e l’uso dei
laboratori con particolare riguardo alle discipline scientifiche;
b) si sollecita un adeguato piano
di formazione, aggiornamento e riqualificazione dei docenti che
accompagni l’entrata in vigore del riordino;
c) si invita a valutare la
fattibilità di introdurre l’organico
pluriennale funzionale di istituto, che consenta di far
fronte anche alle supplenze brevi e garantisca stabilità;
d) si ritiene necessario
garantire condizioni di efficace passaggio da un segmento formativo
all’altro;
e) si raccomanda di porre
contestualmente mano alla riforma degli organi collegiali, onde
evitare il rischio di sovrapposizioni anche a seguito di alcuni
interventi disposti dal riordino in esame come ad esempio
l’introduzione dei dipartimenti e dei consigli scientifici;
f) come richiesto dal Consiglio
di Stato, si reputa doveroso: richiamare le "conoscenze, abilità e
competenze" fra le finalità primarie dell'istruzione liceale;
prevedere regolamenti per l'attuazione dell'articolo 13, comma 11,
anziché atti di natura non regolamentare; eliminare la ripetizione
fra l’articolo 2, comma 3, e l’articolo 3, comma 2; correggere il
riferimento normativo contenuto all'articolo 2, comma 3; chiarire
l’incerta formulazione di "scienze sperimentali" riferita al liceo
sia classico che scientifico;
g) si suggerisce di ampliare il
novero delle discipline attivabili sulla base del Piano dell'offerta
formativa, di cui all'allegato H;
h) si invita a valutare
l'opportunità di rivedere il profilo educativo, culturale e
professionale dello studente a conclusione del secondo ciclo di
istruzione e formazione nel sistema dei licei, di cui all'allegato
A, al fine di meglio definire il profilo comune e quello dei singoli
percorsi, anche alla luce delle eventuali modifiche apportate ai
quadri orari;
i) con riferimento alle
indicazioni nazionali, si invita a valutare l'opportunità di
comprendere al loro interno solo i contenuti generali delle singole
discipline, rinviando ad atti di natura non regolamentare elementi
di maggiore dettaglio, onde garantire la necessaria flessibilità ed
evitarne una precoce obsolescenza. Si suggerisce altresì di
armonizzare le indicazioni nazionali dei diversi cicli scolastici,
assicurando il necessario raccordo;
j) si auspica un maggiore
raccordo con l'università;
k) con riferimento ai singoli
indirizzi:
1. liceo
artistico – Si ritiene discutibile la confluenza forzata in
essi di tutti gli istituti d'arte, i quali solo in parte sono
assimilabili all'istruzione liceale, mentre in altra parte
afferiscono più propriamente all'istruzione professionale. Si
suggerisce quindi di conferire l'opzione agli istituti stessi. Si
invita altresì a valutare l'opportunità di assicurare una maggiore
articolazione di indirizzi, affidando peraltro al Piano dell'offerta
formativa il compito di preservare le specificità dei singoli
istituti.
2. liceo
classico – Si esprime apprezzamento per l’insegnamento di una
lingua straniera per 5 anni. Si auspica che attraverso la quota di
flessibilità si possa recuperare quell’ora settimanale in più di
"matematica con elementi di informatica" che consentirebbe di
riconfigurare il quadro orario di un’ottima sperimentazione quale il
PNI. Si raccomanda altresì di non ridurre i quadri orari delle
discipline umanistiche.
3. liceo
linguistico – Si manifesta condivisione per l’uscita di tale
indirizzo da una sperimentazione ormai quasi quarantennale e per la
sua messa ad ordinamento nel sistema scolastico statale, con pari
dignità rispetto agli altri licei. Si condivide altresì
l’insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera
al terzo anno e di un’altra dal quarto anno. Si manifestano invece
perplessità sulla permanenza dell’insegnamento del latino in tale
contesto, sia pure solo al biennio.
4.liceo
scientifico
§ Opzione di base. Si
lamenta una scarsa identità, dovuta all’irrisolto rapporto fra
discipline umanistiche e scientifiche, confermato da una sostanziale
parità di tetti orari.
§ Opzione
scientifico-tecnologica. Si tratta dell’opzione destinata a
raccogliere la domanda di offerta formativa che attualmente viene
soddisfatta dai licei scientifico-tecnologici presso gli istituti
tecnici. Al riguardo, nel condividere senz’altro la scelta di
inserire tale segmento nell’istruzione liceale, si invita a valutare
l'opportunità di modificarne la denominazione, onde evitare
sovrapposizioni con l'istruzione tecnica. Si ravvisa peraltro
criticamente la totale assenza di ore di laboratorio e il mancato
ricorso ai docenti tecnico-pratici e si sollecita quindi un
riequilibrio in questo senso, eventualmente anche nell'ambito del
Piano dell'offerta formativa.
5. liceo delle
scienze umane
· Opzione di base. Si
tratta dell’opzione che riorganizza il liceo socio-psico-pedagogico,
già erede dell’ex istituto magistrale. Si esprime dissenso per
l’assenza nel primo biennio delle scienze umane (psicologia,
sociologia, pedagogia), che determina la mancanza di specificità
dell’indirizzo. Analogamente, si esprime perplessità per la
compressione delle discipline caratterizzanti nel successivo
triennio. Inoltre, si lamenta un'eccessiva frammentazione
disciplinare, che vede la presenza di materie come il latino o la
seconda lingua straniera, il cui quadro orario potrebbe essere più
utilmente dedicato a rafforzare le discipline caratterizzanti. Anche
in questo caso, si sollecita quindi un riequilibrio nel senso
indicato.
· Opzione
economico-sociale. Si tratta dell’opzione che riorganizza il
liceo delle scienze sociali. Si esprime una valutazione favorevole,
invitando eventualmente a ridurre anche in questo caso la
frammentazione disciplinare (eliminando ad esempio la seconda lingua
straniera) per incrementare ulteriormente le scienze sociali
(sociologia, antropologia).
6. liceo
musicale e coreutico – Si esprime una valutazione
convintamente favorevole a questa innovazione, auspicando peraltro
il rafforzamento della specificità del nuovo indirizzo. Come prevede
la legge n. 508 del 1999, dopo la riforma dovrebbe infatti essere
superata la doppia scolarità (Scuola-Conservatorio/Accademia di
danza) in favore di un percorso verticale unico (scuola primaria -
scuola secondaria di primo grado ad indirizzo musicale e coreutico -
liceo musicale e coreutico - Conservatorio o Accademia di danza). In
tale prospettiva, occorrono i seguenti correttivi:
§ Sezione musicale.
Occorre introdurre precise competenze in entrata (corrispondenti a
quelle in uscita della scuola media di indirizzo) e in uscita
(corrispondenti a quelle in entrata per i Conservatori, correlate
all’interpretazione di composizioni di media difficoltà).
Conseguentemente, occorre introdurre l'accesso a numero programmato,
che non si risolva tuttavia in una mera prova attitudinale, ma in un
esame che attesti il possesso di precise competenze. Occorrono
altresì precisi requisiti per l'insegnamento (diploma accademico di
II livello e abilitazione specifica di strumento). Si esprime quindi
una valutazione contraria al comma 9 dell'articolo 13 e si invita ad
inserire il riferimento all'AFAM all'articolo 12. Si ritiene infine
indispensabile specificare il carattere individuale della lezione di
strumento, nonché prevedere l’insegnamento distinto di uno strumento
principale e di uno strumento complementare, come attualmente
avviene nei Conservatori.
§ Sezione coreutica.
Analogamente al liceo musicale, occorre prevedere specifiche
competenze per i docenti (diploma accademico di II livello) e
l’accesso a numero programmato. Si ritiene altresì indispensabile
rafforzare le ore di tecnica della danza (che attualmente
diminuiscono con l'aumento di difficoltà del programma) e di storia
della danza, introducendo inoltre storia della musica. Si suggerisce
poi di distinguere la disciplina quinquennale "laboratorio
coreutico" in "laboratorio coreutico" al biennio e "laboratorio
coreografico" al triennio. Infine, occorre una buona scuola media a
indirizzo coreutico, simile a quella ad indirizzo musicale, che
garantisca una preparazione aderente ai programmi degli attuali
primi tre anni dell'Accademia di danza.
Si segnala infine la necessità di
specificare correttamente il numero complessivo di ore riguardanti
ciascuna sezione, in quanto quello riportato nell'Allegato E
sembrerebbe riferirsi alla somma di ambedue gli indirizzi e non
invece al singolo percorso musicale o coreutico."
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