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Tecnica della scuola
- 21 gennaio
2010
Riforma superiori, anche la
Commissione Cultura approva
di A.G.
A maggioranza arriva l’ultimo parere richiesto prima
dell’approdo dei tre nuovi regolamenti in Consiglio dei Ministri: nel
testo presentato dalla Aprea anche alcune richieste di modifiche. Ciò
riduce le possibilità che il sì definitivo arrivi già in occasione del
Cdm di venerdì 22. Anche perchè il giorno dopo è in programma il
matrimonio del ministro Gelmini.
Come previsto il 20 gennaio la Commissione Cultura
della Camera si è espressa sui regolamenti di riforma del secondo ciclo:
nel testo viene chiesto di introdurre qualche modifica rispetto alla
bozza iniziale, ma da una prima ricognizione il parere, anche da parte
dei sindacati, appare decisamente positivo. Termina in questo modo
l’estenuante iter dei pareri indispensabili (ma non vincolanti),
espressi in successione da Cnpi, Conferenza Regioni, Consiglio di Stato
ed altri organismi di settore, finalizzati all’approdo della riforma in
Consiglio dei Ministri. I più ottimisti dicono che l'ok sia possibile
già da venerdì 22.
Ma l’approvazione arriverà nel Cdm successivo. Anche
perché la proposta dal presidente della Commissione, Valentina Aprea (Pdl),
è stata approvata solo dai componenti della maggioranza. Il polemico
no dell’opposizione, ma anche dell’Udc centrista da cui la Aprea si
aspettava almeno l’astensione, potrebbe avere delle influenze in sede di
stesura finale. Che non potranno di certo essere apportate in meno di 48
ore.
Come non potranno trovare accoglimento immediato
alcune osservazioni contenute nel parere della Commissione Cultura: la
quale (a dispetto del Mef) ha scritto che sarebbe opportuno avviare la
riforma solo dalle prime classi. Oltre che sarebbe opportuno rendere più
agevole il passaggio degli studenti da un corso all’altro (potenziando
le cosiddette `passerelle'); soprattutto nel biennio iniziale, quando si
è ancora in età di obbligo formativo, quindi fino a 16 anni.
Tra le richieste della Commissione figura anche
il cambio di nome del liceo scientifico tecnologico in informatico.
C’è poi un altro motivo, di carattere decisamente
meno tecnico, che farà slittare l’approvazione della riforma in Cdm di
alcuni giorni: sabato è in programma il matrimonio del ministro
dell’Istruzione Mariastella Gelmini. Una data importante, quella delle
nozze, che appare incompatibile con la storica approvazione della nuova
secondaria superiore.
In ogni caso, emendamenti o
incompatibilità a parte, l’approvazione finale della riforma è solo
questione di giorni: da quel momento
in poi il Miur, che ha posticipato le iscrizioni alle
superiori al 26 marzo (per gli altri cicli è confermata la scadenza del
27 febbraio), darà il via ad una imponente
(almeno nelle intenzioni) campagna informativa sulle novità
che caratterizzeranno nuove materie, quadri orari e organizzazione
didattica. Novità che riguardano, è bene sottolineare, almeno 600mila
studenti: quelli attualmente iscritti alla terza media ed il 20% circa
dei bocciati al primo superiore. E’ a loro che si rivolgerà,
soprattutto, la nuova riforma. Che prima di approdare in Gazzetta
Ufficiale sarà attesa da altre due formalità: la firma del Capo dello
Stato e il visto della Corte dei Conti.
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