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Tuttoscuola 06 febbraio 2010
L’ora piena ridurrà i
posti e farà aumentare l’orario dei prof
L'ora effettiva di 60 minuti,
mentre, da una parte, dovrebbe mantenere inalterata la quantità
complessiva della durata delle lezioni per gli studenti, dall'altra,
produrrà invece ben altro effetto sugli insegnanti. Per due ragioni.
Vediamo come.
Prendiamo, ad esempio, gli orari degli
istituti tecnici che, come si sa, costituiscono la
tipologia di studi più frequentata dagli studenti italiani (un terzo
dei 2,5 milioni di studenti delle superiori).
Il nuovo orario
settimanale di lezione, secondo il testo approvato in prima lettura,
dovrebbe essere di 32 ore
(contro le 36 ore che in media erano virtualmente previste con
l'ordinamento pre-riforma).
Sono previste poco
più di 39 mila classi nel quinquennio dei futuri tecnici.
Le 4 ore in meno per ogni classe comporteranno
un minor fabbisogno di docenza pari, nell'arco del prossimo
quinquennio, ad una quantità di circa 156 mila ore settimanali.
Quel minor fabbisogno
di docenza comporterà, quindi, una riduzione graduale di posti di
insegnante (parliamo sempre di istituti tecnici)
pari a poco meno di
8.900 unità nell'arco del quinquennio. Se il regolamento verrà
modificato, portando l'orario medio settimanale, ad esempio, a 33
ore, la riduzione dei posti di docente sarà ovviamente inferiore.
Calcoli analoghi
possono essere fatti anche per altri tipi di istituto
(professionali, licei scientifici, ecc.) secondo le diverse
situazioni orarie vecchie e nuove.
C'è poi un altro
effetto conseguente a questo passaggio dall'orario virtuale
all'orario effettivo che avrà ricadute sugli insegnanti. In molti
casi (non vale per tutti i docenti ma per una buona parte sì) il
ritorno all'ora piena farà cadere di fatto una particolare (e molto
discussa) disposizione contrattuale che attualmente consente ai
docenti di non recuperare quei 10-15 minuti che vengono ridotti per
causa di forza maggiore alle lezioni degli studenti.
Di fatto, in questo modo, molti insegnanti
prestano settimanalmente 18 ore ridotte che consentono di non
prestare alla fine anche fino a 180 minuti in meno, con
uno sconto che può arrivare, di fatto, fino a tre ore settimanali,
non prestate ma pagate. Non sarà più così e
la riforma porterà, in questo senso, un maggior carico di
lavoro per i professori...
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