Riforma. Ora comincia il
difficile
Il testo ufficiale e finale dei nuovi
regolamenti ritarda, sembra soprattutto per le ulteriori
precisazioni chieste dal Ministero dell'Economia sugli effettivi
risparmi derivanti dalla loro applicazione, ma a prescindere dai
colpi di coda di questa sempre complicata vicenda, che non dovrebbe
comunque ripercuotersi sui piani di studio (già pubblicati nel sito
del Miur), ci sono non pochi problemi relativi alla concreta
attuazione delle riforma.
Problemi che
riguardano sia l'organizzazione dell'offerta formativa
(se e quali opzioni e articolazioni saranno attivate dalle singole
scuole), sia la programmazione sul territorio da parte delle Regioni
e delle Province, soprattutto quando le
articolazioni iniziano già dal primo anno, come nel caso
dell'indirizzo per i servizi socio sanitari dell'istruzione
professionale, che contiene le articolazioni "Odontotecnico" e
"Ottico", eredi dei precedenti indirizzi.
Altri problemi
di implementazione della riforma riguardano l'organizzazione degli
insegnamenti e delle cattedre in assenza della revisione delle
classi di concorso: per quanto riguarda il liceo
artistico, articolato in sei indirizzi, si dovrà tener conto di
quanti e quali istituti d'arte confluiranno nel liceo, e quanti e
quali negli istituti professionali per l'industria e l'artigianato,
con i relativi insegnanti; se e quanti insegnamenti aggiuntivi
saranno attivati o attivabili nei licei; come gestire, anche sul
versante della formazione dei docenti, nuove discipline come
l'inedita accoppiata storia-geografia; come
organizzare, negli istituti tecnici e professionali, gli
insegnamenti che prevedono una forte presenza di laboratori e di
compresenze dei docenti con gli insegnanti tecnico-pratici,
come utilizzare gli ampi spazi di flessibilità distinti da quelli
dell'autonomia per corrispondere a puntuali bisogni del territorio,
in mancanza di indicazioni certe. L'autonomia delle scuole potrà in
parte aiutare, ma un'accorta gestione anche amministrativa dei
processi ai vari livelli di governo, cominciando da quello centrale,
appare decisiva.