Tuttoscuola 8 marzo 2010

Proteste e incertezze sulle confluenze ed altro

Molte scuole e diverse Amministrazioni locali protestano per la rigidità delle tabelle di confluenza allegate ai regolamenti Gelmini sulle scuole secondarie superiori e in qualche caso contestano le indicazioni date dagli Uffici Scolastici Regionali.

Non si tratta solo di una controversia di principio sulle competenze (quella in materia di programmazione della rete scolastica sul territorio appartiene chiaramente alle Regioni e alle Province). In alcuni casi di istituti ex sperimentali si pone un problema di coerenza tra il curricolo reale, definito dal decreto istitutivo e dalla prassi didattica consolidata negli anni, e quello formale, costituito dall'indirizzo di ordinamento al quale ciascuna sperimentazione doveva far riferimento anche ai fini del titolo di studio da rilasciare agli studenti che superavano l'esame conclusivo (maturità). Si fa l'esempio del liceo sperimentale della comunicazione e di alcune tipologie di liceo sociale, che fanno in genere riferimento al liceo scientifico, ma che sarebbero più affini ad altri indirizzi del nuovo ordinamento.

C'è poi il problema dei percorsi liceali opzionali ("economico-sociale" e "scienze applicate"), che molti istituti vorrebbero attivare in aggiunta ai corrispondenti licei col latino (liceo delle scienze umane e liceo scientifico). E certo non aiuta l'incertezza che tuttora circonda la versione ufficiale e finale dei regolamenti. Sembra che solo quello dei licei sia da considerare definitivo. Per i tecnici e i professionali, stando a quanto detto pubblicamente sabato scorso da un ispettore del Miur, si sta ancora lavorando...

 

La trasposizione meccanica delle confluenze penalizza la programmazione

Tra coloro che lamentano confusione nell'applicazione della riforma liceale, tecnica e professionale ci sono le Regioni. Il ritardo accumulato per la definizione dei regolamenti ha impedito loro di pianificare, nei tempi richiesti, la programmazione territoriale, avendo a riferimento i nuovi indirizzi, le nuove articolazioni ed opzioni.

Ad iscrizioni aperte è stata resa nota sul sito ufficiale del Miur la trasposizione meccanica della nuova offerta formativa nazionale in ambito locale. L'operazione sta procurando non pochi disagi alle Regioni alle quali è riconosciuta la competenza della programmazione territoriale dell'offerta formativa d'istruzione e formazione professionale.

Concorre ad alimentare il disagio e il disorientamento la mancanza di una comunicazione formale del Miur circa l'esatta ricaduta degli automatismi nazionali delle confluenze sulla programmazione territoriale, perché non può essere considerato produttivo di effetti giuridici erga omnes il semplice inserimento a titolo informativo del quadro nel sito.

Roberto Molinaro, assessore regionale all'istruzione del Friuli, sottolinea che le Regioni si sentono impegnate a sostenere la riforma, ma il "problema di fondo è rappresentato dal fatto che non esiste un quadro legislativo definitivo ... siamo chiamati a fare il piano di programmazione della rete scolastica in una situazione di forte incertezza che coinvolge non solo chi lavora nelle scuole, le famiglie, i giovani, ma anche chi ha primarie responsabilità istituzionali sul territorio".

La Toscana - ricorda l'assessore regionale all'istruzione Gianfranco Simoncini, si limiterà ad applicare "in modo pedissequo", le tabelle di confluenza dei decreti in corso di pubblicazione. Nel merito entrerà solo dall'anno scolastico 2011-2012, attraverso un percorso di partecipazione aperto naturalmente alle scuole, ai Comuni e alle Province.