Tuttoscuola 25 gennaio 2010

Poco tempo per la modifica dei regolamenti

Il Consiglio dei ministri di questa settimana, o al massimo quello della successiva, dovrebbe approvare in via definitiva i nuovi regolamenti dell'istruzione secondaria superiore. E' diventata una corsa contro il tempo, dal momento che le famiglie e le scuole attendono di avere un quadro completo e certo. Non si sa quali delle numerose modifiche richieste o proposte dal Consiglio di Stato e dalle commissioni Cultura della Camera e del Senato (che deve ancora esprimersi in materia) saranno accolte dal MIUR, perché i pareri non sono vincolanti, anche se, nel caso del Consiglio di Stato, in qualche modo obbliganti.

Probabilmente saranno accolte pressoché tutte le modifiche. La questione giuridicamente più spinosa, quella sollevata dal Consiglio di Stato sulla inagibilità della via regolamentare per la costituzione di Dipartimenti e Comitati, sembra essersi risolta con la rinuncia del Ministero ad insistere sulla stesura iniziale (soluzione suggerita anche dalla commissione Cultura della Camera).

Bisognerà vedere in che modo il Ministero riuscirà ad accogliere, senza rinviare la riforma al 2011-2012, l'altro suggerimento di utilizzare "atti aventi forza normativa" (cioè ulteriori regolamenti) e non semplici decreti ministeriali per la definizione delle Indicazioni nazionali, delle classi di concorso e degli indicatori per la valutazione e l'autovalutazione.

Tra le molte proposte di modifica contenute nella versione definitiva dei pareri approvata dalla commissione Cultura della Camera, alcune sono importanti, perché implicano l'individuazione, in pratica, di nuovi indirizzi e piani di studio, mentre altre riguardano trasversalmente i tre regolamenti.  Come spieghiamo in dettaglio nella news successiva.

Le principali richieste di modifica

Le proposte di modifica comuni ai tre settori sono due:   

- avvio della riforma dal primo anno e non dal secondo (manca nel parere sui professionali, ma riteniamo che si tratti di una mera dimenticanza);

- rafforzamento dell'obbligo di istruzione e dell'acquisizione di "saperi e competenze di indirizzo in funzione orientativa, anche per favorire la reversibilità delle scelte degli studenti".

Le principali proposte che riguardano i singoli settori sono le seguenti.

Per i LICEI:

- introduzione delle scienze al 1° biennio e rafforzamento di matematica e lingua straniera;

- ridefinizione dell'opzione tecnologica nel liceo scientifico come opzione scientifico-informatica;

- superamento, senza oneri, del limite di 40 sezioni di liceo musicale e 10 sezioni di liceo coreutico;

- più netta subarticolazione degli indirizzi del liceo artistico, tenendo conto della possibile confluenza di alcuni istituti d'arte negli istituti professionali per l'industria e l'artigianato;

- riorganizzazione delle sezioni liceali a indirizzo sportivo.

Per gli ISTITUTI TECNICI:

- potenziamento della compresenza degli insegnanti tecnico-pratici nei laboratori di chimica e fisica del primo biennio del settore tecnologico ("condizione" peraltro ridotta a "osservazione");

- aggiunta dell'ulteriore articolazione "Viticoltura ed enologia" all'indirizzo "Agraria e agroindustria" (da ridenominare "Agraria, agroalimentare ed agroindustria"), e previsione di un ulteriore percorso biennale di istruzione e formazione tecnica superiore;

- aggiunta dell'articolazione "Geotecnica" all'indirizzo "Costruzioni, ambiente e territorio", prevedendo la confluenza in quest'ultimo degli istituti tecnici del settore minerario;

- inserimento di due articolazioni nell'indirizzo "Amministrazione, finanza e marketing", denominate "Relazioni internazionali" e "Sistemi informativi gestionali".

Per gli ISTITUTI PROFESSIONALI:

- sostituzione della dizione "diploma di tecnico", con "diploma di istruzione professionale", per evitare confusioni con l'analogo titolo rilasciato a conclusione dei percorsi regionali quadriennali;

- potenziamento della compresenza degli insegnanti tecnico-pratici nei laboratori di chimica e fisica del primo biennio del settore industria e artigianato ("condizione" poi ridotta a "osservazione", come per i tecnici);

- possibilità per gli istituti professionali di rilasciare qualifiche sino alla completa attuazione da parte di tutte le Regioni degli adempimenti connessi alle loro competenze esclusive in materia di istruzione e formazione professionale;

- possibile confluenza di alcune tipologie di istituti d'arte nel settore Industria e Artigianato degli istituti professionali, oltre che nei licei artistici;

- inserimento nell'indirizzo "Servizi socio-sanitari" di due articolazioni specifiche per "Ottici" e "Odontotecnici";

- diversificazione, all'interno dell'indirizzo "Servizi per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera", dei diversi servizi concernenti i laboratori dei settori di Enogastronomia, Sala e vendita e Accoglienza turistica.