Poco tempo per la modifica
dei regolamenti
Il Consiglio
dei ministri di questa settimana, o al massimo quello della
successiva, dovrebbe approvare in via definitiva i nuovi regolamenti
dell'istruzione secondaria superiore. E' diventata una
corsa contro il tempo, dal momento che le famiglie e le scuole
attendono di avere un quadro completo e certo. Non si sa quali delle
numerose modifiche richieste o proposte dal Consiglio di Stato e
dalle commissioni Cultura della Camera e del Senato (che deve ancora
esprimersi in materia) saranno accolte dal MIUR, perché i pareri non
sono vincolanti, anche se, nel caso del Consiglio di Stato, in
qualche modo obbliganti.
Probabilmente
saranno accolte pressoché tutte le modifiche. La
questione giuridicamente più spinosa, quella sollevata dal Consiglio
di Stato sulla inagibilità della via regolamentare per la
costituzione di Dipartimenti e Comitati, sembra essersi risolta con
la rinuncia del Ministero ad insistere sulla stesura iniziale
(soluzione suggerita anche dalla commissione Cultura della Camera).
Bisognerà vedere in che modo il
Ministero riuscirà ad accogliere, senza rinviare la riforma al
2011-2012, l'altro suggerimento di utilizzare "atti aventi
forza normativa" (cioè ulteriori regolamenti) e non
semplici decreti ministeriali per la definizione delle Indicazioni
nazionali, delle classi di concorso e degli indicatori per la
valutazione e l'autovalutazione.
Tra le molte proposte di modifica
contenute nella versione definitiva dei pareri approvata dalla
commissione Cultura della Camera, alcune sono importanti, perché
implicano l'individuazione, in pratica, di nuovi indirizzi e piani
di studio, mentre altre riguardano trasversalmente i tre
regolamenti. Come spieghiamo in dettaglio nella news successiva.
Le principali richieste di
modifica
Le proposte di modifica comuni ai tre
settori sono due:
- avvio della riforma dal primo anno e
non dal secondo (manca nel parere sui professionali, ma riteniamo
che si tratti di una mera dimenticanza);
- rafforzamento dell'obbligo di
istruzione e dell'acquisizione di "saperi e competenze di indirizzo
in funzione orientativa, anche per favorire la reversibilità delle
scelte degli studenti".
Le principali proposte che riguardano i
singoli settori sono le seguenti.
Per i LICEI:
- introduzione delle scienze al 1°
biennio e rafforzamento di matematica e lingua straniera;
- ridefinizione
dell'opzione tecnologica nel liceo scientifico come opzione
scientifico-informatica;
- superamento, senza oneri, del limite
di 40 sezioni di liceo musicale e 10 sezioni di liceo coreutico;
- più netta subarticolazione degli
indirizzi del liceo artistico, tenendo conto della possibile
confluenza di alcuni istituti d'arte negli istituti professionali
per l'industria e l'artigianato;
- riorganizzazione delle sezioni liceali
a indirizzo sportivo.
Per gli
ISTITUTI TECNICI:
- potenziamento
della compresenza degli insegnanti tecnico-pratici nei laboratori di
chimica e fisica del primo biennio del settore tecnologico
("condizione" peraltro ridotta a "osservazione");
- aggiunta dell'ulteriore articolazione
"Viticoltura ed enologia" all'indirizzo "Agraria e agroindustria"
(da ridenominare "Agraria, agroalimentare ed agroindustria"), e
previsione di un ulteriore percorso biennale di istruzione e
formazione tecnica superiore;
- aggiunta dell'articolazione
"Geotecnica" all'indirizzo "Costruzioni, ambiente e territorio",
prevedendo la confluenza in quest'ultimo degli istituti tecnici del
settore minerario;
- inserimento
di due articolazioni nell'indirizzo "Amministrazione, finanza e
marketing", denominate "Relazioni internazionali" e "Sistemi
informativi gestionali".
Per gli
ISTITUTI PROFESSIONALI:
- sostituzione
della dizione "diploma di tecnico", con "diploma di istruzione
professionale", per evitare confusioni con l'analogo
titolo rilasciato a conclusione dei percorsi regionali quadriennali;
- potenziamento
della compresenza degli insegnanti tecnico-pratici nei laboratori di
chimica e fisica del primo biennio del settore industria e
artigianato ("condizione" poi ridotta a "osservazione", come per i
tecnici);
- possibilità per gli istituti
professionali di rilasciare qualifiche sino alla completa attuazione
da parte di tutte le Regioni degli adempimenti connessi alle loro
competenze esclusive in materia di istruzione e formazione
professionale;
- possibile confluenza di alcune
tipologie di istituti d'arte nel settore Industria e Artigianato
degli istituti professionali, oltre che nei licei artistici;
- inserimento nell'indirizzo "Servizi
socio-sanitari" di due articolazioni specifiche per "Ottici" e
"Odontotecnici";
- diversificazione, all'interno
dell'indirizzo "Servizi per l'enogastronomia e l'ospitalità
alberghiera", dei diversi servizi concernenti i laboratori dei
settori di Enogastronomia, Sala e vendita e Accoglienza turistica.